Il Tarot all'Università

PREMESSA

II presente Codice Deontologico ha lo scopo di precisare l’etica professionale e le norme a cui il tarologo, cioè il professionista della tarologia, in qualità di Operatore Olistico, deve attenersi nell’esercizio della propria attività. Oltre ad essere uno strumento di tutela e di trasparenza, rappresenta un insieme di indicatori di autoregolamentazione, di identificazione e di appartenenza alla categoria.

TITOLO I – PRINCIPI GENERALI

Articolo 1. – Definizione del tarologo

Tarologo è chi ha studiato, in una scuola accreditata dall’Associazione Tarologi Italiani, il simbolismo dei Tarocchi con un istruttore qualificato e competente. Il tarologo ha il compito di accogliere il cliente/utente con approccio olistico, ed ha l’obbligo, se valuta la situazione non di sua competenza, di indirizzarlo verso altri colleghi professionisti, riconoscendo così i propri limiti di intervento professionale. Il tarologo esercita la propria attività in piena libertà, coscienza, autonomia ed indipendenza, per aiutare e prestare sostegno a tutti coloro che richiedono la sua consulenza, assicurando la conoscenza della materia e contribuendo in tal modo all’evoluzione individuale e collettiva degli esseri umani. Nell’esercizio della sua funzione, il tarologo utilizza il Tarot, cioè i Tarocchi, come strumento di analisi e d’indagine, nel rispetto e nella salvaguardia della libertà e del libero arbitrio personale del consultante.

Articolo 2. – Finalità del tarologo

Il tarologo considera suo dovere accrescere le conoscenze sul comportamento umano ed utilizzarle per promuovere il benessere emotivo, fisico-energetico e mentale dell’individuo, del gruppo e della comunità. In ogni ambito professionale opera per migliorare la capacità delle persone di comprendere se stessi e gli altri e di comportarsi in maniera consapevole, congrua ed efficace. Il tarologo conosce la responsabilità sociale derivante dal fatto che, nell’esercizio professionale, può intervenire significativamente nella vita degli altri; pertanto deve prestare particolare attenzione ai fattori personali, sociali, organizzativi, finanziari e politici, al fine di evitare l’uso non appropriato della sua influenza, senza utilizzare indebitamente la fiducia dei committenti e degli utenti destinatari della sua prestazione professionale. Il tarologo è responsabile dei propri atti professionali e delle loro prevedibili dirette conseguenze.

Articolo 3. – Diritto d’Autodeterminazione

In ogni contesto professionale il  tarologo deve adoperarsi affinché sia il più possibile rispettata la libertà di scelta, da parte del cliente, del professionista cui rivolgersi. Nell’esercizio della professione il tarologo rispetta la dignità, il diritto alla riservatezza, all’autodeterminazione ed all’autonomia di coloro che si avvalgono delle sue prestazioni; ne rispetta opinioni e credenze, astenendosi dall’imporre il suo sistema di valori; non opera discriminazioni in base a religione, etnia, nazionalità, estrazione sociale, stato socio-economico, sesso di appartenenza, orientamento sessuale, disabilità. Il tarologo utilizza il Tarot come strumento d’indagine interiore e pratica salvaguardando i suddetti principi e rifiutando la sua collaborazione ad iniziative lesive degli stessi.

TITOLO II – PRINCIPI ETICI

Articolo 4. – Dovere Interiore

Il tarologo, in qualità di Operatore Olistico, fonda la propria professione sui principi etici dell’accoglienza e del rispetto, dell’autenticità e della congruenza, della gentilezza e dell’ascolto, della dignità e della responsabilità, della competenza e della saggezza. Il tarologo è professionalmente libero di non collaborare verso obiettivi che contrastino con le proprie convinzioni morali, impegnandosi tuttavia a salvaguardare le esigenze del cliente e indirizzandolo verso chi possa aiutarlo. Il tarologo deve ispirare la propria condotta interiore all’osservanza dei doveri di probità, dignità, umiltà, umanità, buon senso, modestia, semplicità, sobrietà, prudenza e decoro. È dovere del tarologo svolgere con fedeltà la propria attività professionale, esercitandola nel rispetto dei doveri che la sua funzione gli impone anche verso la collettività, pur salvaguardando il benessere individuale del suo cliente. Nel complesso, deve adempiere i propri doveri professionali con diligenza, rispetto e, soprattutto, profonda umanità. Costituisce infrazione disciplinare il comportamento del tarologo che compia consapevolmente atti contrari all’interesse del proprio cliente o a cui sia imputabile un comportamento che abbia violato la legge, salva ogni autonoma valutazione sul fatto commesso.

Articolo 5. – Dovere di Verità

Nell’esercizio  della propria attività il tarologo non può dichiarare intenzionalmente attestazioni false o comunque non aderenti a quanto indicato dalla decodifica del messaggio offerto dai Tarocchi. Inoltre, è sempre obbligato a dire  la verità o a limitarsi ad omettere certe valutazioni nel caso in cui, per suo insindacabile giudizio, ritenesse che il cliente non fosse ancora pronto ad accoglierle e farle proprie. Pertanto, in ogni circostanza,  il tarologo deve svolgere la propria attività con lealtà, trasparenza e correttezza, evitando di  proporre azioni o assumere iniziative con mala fede, ambiguità o colpa grave.

Articolo 6. – Dovere di Segretezza e Riservatezza

È dovere, oltre che diritto, primario e fondamentale del tarologo mantenere il segreto sull’attività prestata e su tutte le informazioni che gli siano fornite dal suo cliente. Il tarologo si astiene dal rendere testimonianza su fatti di cui è venuto a conoscenza in ragione del suo rapporto professionale. Il tarologo può derogare all’obbligo di mantenere il segreto professionale se:
1) c’è un consenso informato scritto e sottoscritto da parte del cliente o dell’ex-cliente, sempre garantendo la possibilità di ritirare tale consenso nei tempi e nei modi utili rispetto alle finalità per cui viene richiesto. Valuta, comunque, l’opportunità di fare uso di tale consenso, considerando preminente la tutela generale del cliente.
2) se vi è una richiesta dall’Autorità Giudiziaria;
3) se la divulgazione di alcune informazioni all’Autorità Giudiziaria sia necessaria al fine di impedire la commissione di un reato di particolare gravità.
Nel caso in cui il tarologo rediga comunicazioni o documentazioni relative alla sua attività, ancorché indirizzate ad un pubblico di professionisti tenuti al segreto professionale, è obbligato in ogni caso a salvaguardare l’anonimato del destinatario della prestazione. La segretezza delle comunicazioni deve essere protetta anche attraverso la custodia e il controllo di appunti, note, scritti o registrazioni di qualsiasi genere e sotto qualsiasi forma, che riguardino il rapporto professionale.
Il tarologo è tenuto al dovere di segretezza e riservatezza anche nei confronti degli ex-assistiti. La segretezza deve essere rispettata nei confronti di chi si rivolge al tarologo per chiedere assistenza anche quando, per l’esercizio di questa prestazione, il tarologo non percepisce denaro o altra forma di compenso. Il tarologo è tenuto a richiedere il rispetto del segreto professionale anche ad eventuali collaboratori, ad altri colleghi ed in generale a tutti coloro con cui si dovesse confrontare, nel caso in cui richieda un parere sull’attività tarologica svolta con il proprio cliente.

Articolo 7. – Dovere d’Indipendenza

Il tarologo accetta unicamente condizioni di lavoro che non compromettano la sua autonomia professionale ed il rispetto delle norme del presente codice. Il tarologo salvaguarda la propria autonomia nelle scelte metodologiche professionali ed è perciò responsabile della loro applicazione ed uso, dei risultati, delle valutazioni ed interpretazioni che ne ricava. Inoltre, ha il dovere di conservare la propria indipendenza e difendere la propria libertà da pressioni o condizionamenti esterni e non deve tener conto di interessi riguardanti la propria sfera personale.

Articolo 8. – Dovere di Competenza

Il tarologo non deve accettare incarichi che sappia di non poter svolgere con adeguata competenza. Il tarologo deve comunicare al cliente  le circostanze che impediscono la prestazione dell’attività richiesta, valutando, per il caso di controversie di particolare impegno e complessità, l’opportunità della consulenza con altro collega. L’accettazione dell’incarico professionale fa presumere la competenza a svolgere quell’incarico.

Articolo 9. – Divieti Medico-sanitari

Il tarologo non si avvale di tecniche potenzialmente pericolose o inadatte alla costituzione, età e condizione fisica della persona, con particolare riguardo allo stato di gravidanza, ai problemi della terza età e ai bambini, diversamente ricerca la collaborazione di un medico o di altri professionisti. Il tarologo non esercita la propria consulenza relativamente a questioni mediche e non interviene sulle prescrizioni mediche o sulle scelte terapeutiche in generale. Il tarologo si astiene sempre dal formulare diagnosi mediche o utilizzare termini ambigui che possano suonare al cliente come tali; inoltre non consiglia mai al proprio cliente di astenersi dalla terapia o dai controlli prescritti dal medico curante, dallo psicologo, dallo psicoterapeuta o dallo psichiatra. Si astiene anche dal giudicare o criticare percorsi e comportamenti di questi professionisti sanitari o dal criticare la metodologia operativa della Medicina accademica o dal sottolineare la possibile tossicità di farmaci.

Articolo 10. – Divieto di uso di espressioni sconvenienti, offensive, mentitrici

Indipendentemente dalle disposizioni civili e penali vigenti nel paese sede della propria attività, il tarologo, non solo nell’adempimento della propria professione ma in generale come condotta di vita, deve evitare di usare espressioni sconvenienti od offensive, sia nei confronti dei colleghi che nei confronti di soggetti implicati a qualunque titolo nell’esercizio della sua professione. In particolare, è fatto assoluto divieto di mentire con intento deliberato e senza finalità di operare per il Bene, individuale o collettivo, in qualunque circostanza. L’eventuale ritorsione, la provocazione o la reciprocità delle offese non escludono l’infrazione della regola deontologica.

TITOLO III – PRINCIPI PROFESSIONALI

Articolo 11. – Dovere di Aggiornamento professionale

È dovere del tarologo curare costantemente la propria preparazione professionale, conservando e accrescendo le conoscenze con particolare riferimento ai settori nei quali svolge l’attività. Il tarologo, infatti, è tenuto a mantenere un livello adeguato di preparazione professionale e ad aggiornarsi con costanza. Riconosce i limiti della propria competenza ed usa solo strumenti teorico-pratici per i quali ha acquisito adeguata competenza. Il tarologo realizza la propria formazione permanente sia con l’esercizio di una prassi interiore ispirata ai principi di una vita sobria, trasparente, onesta e veritiera, sia con lo studio individuale e la partecipazione a iniziative in campo tarologico ed esoterico. Il tarologo impiega metodologie simboliche delle quali è in grado di indicare i riferimenti oggettivi e non suscita, nelle attese del cliente, aspettative infondate.

TITOLO IV – RAPPORTI CON IL CLIENTE

Articolo 12. – Mandato e rapporto di fiducia

Il rapporto con il cliente è fondato sulla fiducia. Il tarologo accetta il mandato professionale esclusivamente nei limiti delle proprie competenze. Qualora l’interesse del committente e/o del destinatario della prestazione richieda il ricorso ad altre specifiche competenze, propone la consulenza ovvero l’invio ad altro collega o ad altro professionista. Nell’esercizio della propria attività professionale e nelle circostanze in cui rappresenta pubblicamente la professione a qualsiasi titolo, il tarologo è tenuto ad uniformare la propria condotta ai principi del decoro e della dignità professionale. L’incarico di consulenza deve essere conferito dal cliente. Qualora sia conferito da un terzo, che intenda tutelare l’interesse del cliente o un proprio interesse, l’incarico può essere accettato soltanto con il consenso del cliente stesso. Il tarologo deve astenersi, dopo il conferimento del mandato, dallo stabilire con il cliente rapporti di natura economica, patrimoniale o commerciale che in qualunque modo possano influire sulla prestazione professionale.

Articolo 13. – Obbligo di informazione

Il tarologo è tenuto ad informare chiaramente il proprio cliente, all’atto dell’incarico della consulenza, delle caratteristiche e della modalità della stessa. Il tarologo è tenuto altresì ad informare il proprio cliente sullo svolgimento e la modalità della consulenza quando lo reputi opportuno e ogni qualvolta il cliente ne faccia richiesta.

Articolo 14. – Autonomia del rapporto

Il tarologo ha l’obbligo di aiutare il cliente nel miglior modo possibile, nei limiti delle proprie capacità professionali e nel rispetto dei principi deontologici. Il tarologo non deve consapevolmente consigliare azioni inutilmente gravose, né suggerire comportamenti, atti o negozi illeciti o fraudolenti. Il tarologo deve rifiutare di prestare la propria attività quando, dagli elementi conosciuti,possa fondatamente desumere che essa sia finalizzata alla realizzazione di un’operazione illecita.

Articolo 15. – Conflitto di interessi

Il tarologo evita commistioni tra il ruolo professionale e vita privata che possano interferire con l’attività professionale o comunque arrecare nocumento all’immagine sociale della professione. Costituisce profonda incompatibilità nell’esercizio della professione effettuare interventi di consulenza rivolti a persone con le quali intrattiene o ha intrattenuto relazioni significative di natura personale, in particolare di natura affettivo-sentimentale. Parimenti, costituisce analoga incompatibilità, anche deontologica, instaurare le suddette relazioni nel corso del rapporto professionale. Il tarologo evita di assumere ruoli professionali e di compiere interventi nei confronti dell’utenza qualora la natura di precedenti rapporti possa comprometterne l’efficacia.
Al tarologo è vietata qualsiasi attività che, in ragione del rapporto professionale, possa produrre per lui indebiti vantaggi diretti o indiretti di carattere patrimoniale o non patrimoniale, ad esclusione del compenso pattuito. Il tarologo si astiene dall’intraprendere o dal proseguire qualsiasi attività professionale ove propri problemi o conflitti personali, interferendo con l’efficacia delle sue prestazioni, le rendano inadeguate o dannose ai soggetti cui sono rivolte. Il tarologo ha l’obbligo di astenersi dal prestare attività professionale quando questa determini un conflitto con gli interessi di un proprio cliente o interferisca con lo svolgimento di altro incarico anche non professionale. Sussiste conflitto d’interessi anche nel caso in cui l’espletamento di un nuovo mandato determini la violazione del segreto sulle informazioni fornite da altro cliente, ovvero quando la conoscenza degli affari di una parte possa avvantaggiare ingiustamente un’altra, ovvero quando lo svolgimento di un precedente mandato limiti l’indipendenza del tarologo nello svolgimento di un nuovo incarico.

Articolo 16. – Rinuncia all’incarico di consulenza

Il tarologo ha diritto di rinunciare all’incarico di consulenza ma in caso di rinuncia deve offrire alla controparte le relative motivazioni. Il tarologo valuta ed eventualmente propone l’interruzione del rapporto di consulenza anche quando constata che il cliente non trae alcun beneficio dalla sua consulenza e non è ragionevolmente prevedibile che ne trarrà dal proseguimento della stessa. Se richiesto, fornisce al soggetto le informazioni necessarie a ricercare altri e più adatti interventi. Costituisce illecito deontologico il rifiuto o l’interruzione del rapporto che non siano accompagnati dalle necessarie cautele per evitare disagi al cliente.

Articolo 17. – Inadempimento al mandato

Costituisce violazione dei doveri professionali, il mancato, ritardato o negligente compimento di atti inerenti alla richiesta di consulenza quando derivi da non scusabile e rilevante trascuratezza degli interessi della parte assistita.

TITOLO V – RAPPORTI CON I COLLEGHI

Articolo 18. – Rapporto di colleganza

I rapporti fra i tarologi devono ispirarsi al principio del rispetto reciproco, della lealtà, della correttezza e della colleganza. Il tarologo appoggia e sostiene i colleghi che, nell’ambito della propria attività, quale che sia la natura del loro rapporto di lavoro e la loro posizione gerarchica, vedano compromessa la loro autonomia ed il rispetto delle norme deontologiche. Nella collaborazione con professionisti di altre discipline esercita la piena autonomia professionale nel rispetto delle altrui competenze. Nell’esercizio del mandato il tarologo può collaborare con altri colleghi, anche scambiando informazioni, nell’interesse della parte assistita e nel rispetto della deontologia professionale.

TITOLO VI – RAPPORTO CON LA SOCIETÀ

Articolo 19. – Rapporti con la società

Il tarologo presenta in modo corretto ed accurato la propria formazione, esperienza e competenza. Riconosce quale suo dovere quello di aiutare il pubblico e gli utenti a sviluppare in modo libero e consapevole giudizi, opinioni e scelte. Il tarologo ha il dovere di rivolgersi con correttezza e con rispetto nei confronti di tutte le persone con cui, in genere,  venga in contatto nell’esercizio della propria professione. Anche al di fuori dell’esercizio della professione il tarologo ha il dovere di comportarsi, nei rapporti interpersonali, in modo tale da non compromettere la fiducia che i terzi debbono avere nella sua capacità di adempiere i doveri professionali e nella dignità della professione.

TITOLO VII – DISPOSIZIONI FINALI

Articolo 20. – Prestazioni a distanza

I principi e le norme del presente codice si applicano anche nel caso in cui la prestazione venga effettuata a distanza: internet o altri mezzi elettronici o telematici.

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