I Tarocchi: Il Viaggio di Ritorno

“Ci alzammo che non era ancora l’alba,
pronti per trasbordare
dentro un satellite artificiale,
che ci condusse in fretta,
alle porte di Sirio,
dove un equipaggio sperimentale
si preparava al lungo viaggio…”

Molti anni addietro, accostandomi nuovamente a questo millenario insegnamento, ne coglievo alcuni tratti e, contestualmente, altri mi sorprendevano. Ero certo di essere dinanzi ad un celato tesoro, un Terma, come ci ricordano i tibetani ma, al contempo, mi chiedevo perché si fossero tanto involgariti, sino a diventare uno strumento sostanzialmente classificato e praticato come moderno oracolo fast food. Tentare di rispondere a un tale quesito mi porterebbe assai lontano dal presente scopo; basti dire, però, che ho compreso che le ragioni della spietata degenerazione risiedono in motivazioni più che oscure che, tuttavia, a favore e per la Luce, condividono un semplice ruolo di necessità. Comunque sia, sin da allora, con impegno e costanza, ho investito gran parte delle energie a indagare queste icone per restituire ciò che auspico possa essere, non solo per loro, di contributo: la dignità perduta. La ricompensa, che tento anche qui di condividere, è andata oltre ogni previsione perché, passo dopo passo, la ricerca della metafisica téchne mi ha insegnato che apprendere è fondamentale, per operare, tanto quanto lasciar andare, e non solo la tecnica, è indispensabile, per Essere.

L’insieme di questo vivido gioco multicromatico, ché di un divino divertimento per fanciulli-adulti si tratta, è costituito da settantotto tessere, un mosaico trascendentale la cui ricomposizione rivela lo spettro di ogni grado di consapevolezza umana. Questo gruppo unitario è caratterizzato da due dimensioni, da secoli note come Arcani Maggiori e Arcani Minori, il dualismo che cela l’Unità, il terrestre che riflette il celeste, la personalità e l’Anima che dialogano alla ricerca dell’Unione.

Codici e Leggi, nell’insieme una Struttura Cifrata, sono fattori regolatori che consentono di penetrare principio, funzionamento, significato, nonché il corretto metodo d’impiegare le millenarie icone. L’accesso a questo sapere è, dunque, reso possibile solo dalla comprensione del sistema di codifica che ne protegge e veicola senso, sapienza e dialogo. Perché sì, di dialogo si tratta: il Tarot comunica a tutti gli effetti, ti parla direttamente e lo fa, inevitabilmente, al cuore. Se apri la porta, o se bussi semplicemente, ritrovi un millenario linguaggio di connessione tra conscio e inconscio, tra visibile e invisibile, tra la tua identità terrestre e la nostra essenza celeste. Codici e Leggi non ne disciplinano solo matrice e funzione, ma si rivelano essere le medesime, specifiche regole che descrivono i tuoi, di meccanismi, quelli di straordinario, ordinario viaggiatore. Ogni lingua può essere appresa grazie all’impalcatura di una grammatica e di un vocabolario; allo stesso modo, quando ti addentri in questo scenario simbolico, per evitarti lo smarrimento in una selva solo, in verità, apparentemente sconosciuta e intricata, ti trovi supportato da queste norme che ti orientano per comprensione e direzione. Un tale rigore, dal sapore digitale, ha un’intrinseca necessità: sollecita l’emisfero sinistro, il padre della logica, dell’analisi, il potere del maschile che, come la chiave in un serrame, compenetra nel destro globo materno per fecondarlo e attivarlo, consentendoti di varcare la soglia di un universo fatto di intuizione, sincronicità e visione. La vita cambia progressivamente di aspetto e scopo, pur restando sempre fedele all’immagine dell’autentico Sè.

Ecco, tradotto in timida sintesi, la ragione per cui tali “carte” non sono quanto dai più immaginato. Certamente, non sono un mero gioco ideato per il divertimento di un duca rinascimentale, come dichiarano le moderne teorie storiografiche. Anche l’analisi condotta in un’ottica psicologica, indagine sviluppata sin dalla seconda metà del secolo scorso, ne limita largamente l’autentica portata. Se è vero che ci troviamo dinanzi ad archetipi, cioè modelli universali e ancestrali che descrivono le dinamiche che si esprimono dentro di te, è altrettanto vero che questa definizione non ne esaurisce tutte le potenzialità che oltrepassano ampiamente le sfere psicologiche. Da questa angolatura, infatti, non è possibile cogliere che l’insieme delle icone esprime un’autentica Intelligenza metafisica che consente di sperimentare una saggezza che ti istruisce tanto su questioni materiali e quotidiane, quanto su temi esistenziali e spirituali, senza dimenticare, però, che questo lasciarsi condurre non scaturisce da un’autorità esterna ma è espressione diretta della voce dell’Anima, la tua natura più vera, unica vera fonte di sapienza. I Tarocchi, ovviamente, non sono, e a questo punto il dirlo pare superfluo, il semplice attrezzo divinatorio del cartomante. Anche volendo, legittimamente, adoperarli in quest’ambito, per evitarne l’uso fantasioso o proiettivo spesso dispensato, è sempre imprescindibile conoscerne Codici e Leggi. Quest’ultimi garantiscono un impiego fruibile da chiunque e trasformano la nota “lettura di tarocchi” nella traduzione di messaggi chiari, imparziali e obiettivi che non discendono dall’arbitrarietà del praticante. Tali messaggi si manifestano attraverso vere e proprie proposizioni linguistiche che l’operatore, letteralmente e non metaforicamente, legge e trasmette all’interlocutore, divenendo così un diretto traduttore di quanto espresso. Difatti, proprio perché la Struttura Cifrata scaturisce da procedimenti logici, identificabili e ripetibili, è possibile impiegare il simbolismo dei Tarocchi in maniera esatta e oggettiva, senza la necessità di facoltà extra-ordinarie. Le immagini, così, anziché essere curvate per sedurre nella classica lettura del futuro, si trasformano in un canale che consente la manifestazione della più pura coscienza divenendo tramite, come detto, per il dialogo con l’Anima.

In sostanza, dunque, quest’allegorico alfabeto iconografico, come una metafisica bussola di orientamento esistenziale, ti offre la possibilità di trasmutarti in un moderno sciamano, preparato a navigare nel tuo sacro aldilà interiore. In tal modo puoi contattare gli specifici aspetti di ciascuna delle tue paure, riconoscere gli schemi reiterati e ossessivi che programmano le tue reazioni, sfidare i tuoi demoni, tutti compiutamente espressi e descritti da ciascuna delle settantotto icone che compongono questa grande, sacra, Famiglia. Il Tarot, come un messaggero tra due regni, un ponte tra ciò che sai e quanto hai dimenticato, o quanto hai sepolto sotto la soglia della cosciente memoria, si rivela un elisir di rinascita, un balsamo di guarigione, che ti ricorda e riconnette all’autentica essenza di chi sei veramente. Attraverso questa lingua codificata, simbolica, totemica, anziché tentare di trovare le ragioni personali per le tue psicosi nella giovinezza o in una vita passata, le comprendi per quello che realmente sono: modelli universali di paure primitive e ancestrali che riguardano te, come singolo, e l’umanità tutta nella sua globalità.

Per questo Tu, come ogni essere umano e la nostra razza nel suo insieme, incarni e manifesti precisi archetipi primari, che sono in realtà i veri attivatori, eziologicamente responsabili ma ineluttabilmente guaritori, di ogni tua ombra. A questi si aggiungono gli archetipi della tua storia quotidiana, individuale e personale quanto collettiva e planetaria che, come uomo e come specie, impari ad affrontare quando Tu, il Matto, segui il tuo destino nel mondo. Ma qual è, in fondo, questo Mondo…?

Carlo Bozzelli
Estratto da Luce e Ombra Aprile-Giugno 2016

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